Amo la musica. Di solito, quando lavoro, adoro ascoltare musica classica in leggero sottofondo o, al massimo, un trio jazz alle prese con qualche ballads. Stamattina non potevo scegliere, non trovandomi nel mio consueto luogo operativo, ergo ho dovuto accontentarmi di un lieve, ma tutto sommato gradevole, ascolto radiofonico. A parte l'ultima canzone di Zucchero ho potuto deliziarmi con un evergreen di Peter Frampton, Baby I love your way. No, aspettate! ...a parte Zucchero un paio di ciufoli!! Benedetto uomo, ma come fa a traffurare migliaia di italiani con il suo finto talento e a sfornare un successo dopo l'altro rifacendo di continuo brani altrui senza nemmeno dichiararlo?!? Erano già note le sue usurpazioni musicali. Più di chiunque altro suo collega (perchè, ad anore del vero, non è il solo), nella sua ventennale carriera ha incasellato una serie di maldestre "cover" ai danni di autentici mostri sacri, tra tutti il grande Lucio Battisti. Cavolo, Dante ha meritato l'esilio per molto meno! Di recente ha, diciamo, preso in prestito le armonie e melodie di un brano dei Roots e dei quasi dimenticati Phd, un gruppo musicale degli anni '80. Ma l'ultima "bricconata" del nostro Joe Cocker nazionale si chiama "Una carezza", dedicata alla madre. Provate ad ascoltarla e successivamente paragonarla alla canzone di Chris Isaak - Wicked game-. Dopo di che traete le vostre conclusioni! Spero solo per lui che sua madre, da lassù, non se ne accorga! Ecco il file con i due ritornelli accostati. Ho solo rallentato appena il brano originale di Chris Isaak per rendere la prova "definitiva"!
mercoledì 5 novembre 2008
venerdì 31 ottobre 2008
il ritrovato amore di altamura per piazza castello
Perchè un blog?
Forse perchè stanotte non sono riuscito a dormire nonostante la stanchezza accumulata nell'ultima settimana. Ho sognato di parlare, di dire la mia, senza mai essere sicuro di farlo nel modo più obiettivo. Ora che sono sveglio, provo a farmene una ragione. E apro un blog.
Chiedere ad un essere umano di vedere le cose in modo obiettivo è come pretendere da un leone di diventare vegetariano. Un leone vecchio e sdentato non brucherà nella savana. Finchè potrà, continuerà a cacciare carne, dopo di chè aspetterà di congedarsi dal suo ecosistema e morirà. E' la sua natura.
Anche l'uomo lotta per la sua sopravvivenza. Spesso si batte per un principio, per una causa, per un interesse, per il bene di qualcuno o di qualcosa. Si batte per mille ragioni e nessuna in particolare. Molto spesso si batte.. e basta! E mai senza l'assoluta obiettività. E' nella sua natura. E' nella mia natura.
Ed è nella natura dei miei amatissimi concittadini.
L'altamurano è un essere probabilmente unico nel suo genere.
Come il leone, è fortemente integrato nel suo ecosistema ma, al contrario del regale felino, lo ama e lo odia, lo vorrebbe diverso, migliore ma, anzi mah!?.... al tempo stesso diffida del cambiamento. Se l'altamurano decide che un pub o un negozio deve chiudere, lo farà. Se un altamurano decide che piazza Duomo deve essere un parcheggio serale lo farà. Se un automobilista (altamurano) deve esibire la sua Suv per il corso, a dispetto dei passeggianti, lo farà. Se un altamurano decide che dietro il tentativo di migliorare un luogo fatiscente ci sono imbrogli o losche relazioni farà di tutto per ritrovare in quel luogo una identità quasi del tutto smarrita e lottare con tutti i mezzi per conservarla. Anche se oggi quell'identità è indegnamente rappresentata da un piazzale di asfalto repellente ad ogni forma di aggregazione sociale, da fatiscenti bagni pubblici e da un lugubre e “latrinoso” mercato del pesce. L'unica vera traccia di "luogo sociale" è rappresentata dal mercato ortofrutticolo che , per le ultime ore mattutine, riempie di colori e odori questo luogo prima che cali il grigio sipario pomeridiano. Fino a sera rimane un anonimo slargo, deserto e plumbeo come la sua pavimentazione in attesa di vivacizzarsi con la consueta processione di macchine, alla quale sovente partecipo (peraltro con una buona percentuale di insuccesso) , che tenta di occupare tutti gli anfratti offerti dalla generosa piazza castello. Poi finalmente cala la notte. Solo allora torna ad essere (o diventa?) una piazza come tutte le altre.
La nostra Piazza (Matteotti)Castello.
Io sono uno di quelli che non mi sono mai posto il problema di ciò che quella piazza potesse diventare. Ho sempre pensato che potesse e dovesse rimanere ciò che è, un mercato al mattino, un utile incentivo alla mia" pigrizia podistica" serale, e di tanto in tanto uno spazio utile a qualche concerto estivo. Non ho mai trovato altro che potesse farmi fruire e quindi amare particolarmente quel luogo.
Piuttosto amo immaginare, come la stragrande maggioranza dei miei concittadini, una città diversa. Come molti sono affetto dalla sindrome del'erba del vicino. Gli altri paesi sono più belli, hanno più piazze e quando mi è possibile preferisco uscire e farmi una passeggiata in quel di Giovinazzo, Matera o, chessò, Polignano...
Invece, all'improvviso, una parte della città riscopre un legame con questo luogo, forse smarrito nella consuetudine quotidiana, e scende "in piazza" opponendosi ad una proposta di riqualificazione con un progetto a partecipazione privata che prevede parcheggi sotterranei,offerti per un terzo alla collettività.
Chi si oppone è un coro di pensieri piuttosto vivace e variegato. Chi è avverso perchè vorrebbe che quei parcheggi fossero tutti per il pubblico, chi i parcheggi non li vuole affatto, chi cerca di preservare la funzione ortofrutticola, chi teme che il progetto possa fagocitare eventuali resti del castello, chi in fondo vorrebbe che la piazza rimanesse quella che è.
Politici, ambientalisti, commercianti, studiosi locali, liberi cittadini, tecnici, ognuno con la sua motivazione, riscopre il proprio affetto, forse mai dichiarato e dimostrato, per un luogo proprio allorquando si fa strada la possibilità di recuperarlo dal suo degrado.
Bene, sto facendo un grande sforzo nel rimanere obiettivo e spero di non cadere proprio alla fine.
Quello che mi sorprende è vedere come gli oppositori siano accomunati dal fine ultimo, l'annientamento del progetto, esprimendo ragioni tra loro curiosamente diverse. Almeno questo è ciò che emerso nella tristissima e per certi versi squallida discussione maturata all'interno della conferenza di ieri sera.
C'era chi vorrebbe l'intero intervento ma come appannaggio esclusivo della collettività. Chi non lo vorrebbe affatto... insomma non ripeterò le cose dette sopra.
Solo che mi inquieta una certa prospettiva. In pratica, nessuno pare accontentarsi e solo una minimissima parte mostra una qualche volontà di aggiustare il tiro.
E' sconsolante percepire che in linea di massima nessuno intende approfittare del momento, del fatto che qualcosa inizi a muoversi per manifestare con i fatti quell'amore tanto dichiarato per la nostra città.
Mi sarei aspettato consigli, suggerimenti per correggere e massimizzare l'intervento ,invece si è consumato un massacro verbale nei confronti dei progettisti.
Se si esclude il breve ma illuminante intervento dell' autorevole Prof. Dino Borri, nei dotti relatori e negli intellettuali locali, non ho intravisto alcun ardore costruttivo. Sconcertante, per certi versi, l'intervento di una (austera) professoressa universitaria che in qualche passaggio addirittura auspica la conservazione degli attuali e non certo antichi bagni pubblici, (non ci sono riuscito, ho perso la mia obiettivita, mi dispiace).
Ma tra tutte le mie paure, quella più grande e che non mi ha fatto dormire stanotte, è la certezza che semmai dovesse nascere una controproposta da chi al momento si oppone al progetto, troverebbe un baluardo anche in coloro che attualmente risultano essere loro alleati.
Forse perchè stanotte non sono riuscito a dormire nonostante la stanchezza accumulata nell'ultima settimana. Ho sognato di parlare, di dire la mia, senza mai essere sicuro di farlo nel modo più obiettivo. Ora che sono sveglio, provo a farmene una ragione. E apro un blog.
Chiedere ad un essere umano di vedere le cose in modo obiettivo è come pretendere da un leone di diventare vegetariano. Un leone vecchio e sdentato non brucherà nella savana. Finchè potrà, continuerà a cacciare carne, dopo di chè aspetterà di congedarsi dal suo ecosistema e morirà. E' la sua natura.
Anche l'uomo lotta per la sua sopravvivenza. Spesso si batte per un principio, per una causa, per un interesse, per il bene di qualcuno o di qualcosa. Si batte per mille ragioni e nessuna in particolare. Molto spesso si batte.. e basta! E mai senza l'assoluta obiettività. E' nella sua natura. E' nella mia natura.
Ed è nella natura dei miei amatissimi concittadini.
L'altamurano è un essere probabilmente unico nel suo genere.
Come il leone, è fortemente integrato nel suo ecosistema ma, al contrario del regale felino, lo ama e lo odia, lo vorrebbe diverso, migliore ma, anzi mah!?.... al tempo stesso diffida del cambiamento. Se l'altamurano decide che un pub o un negozio deve chiudere, lo farà. Se un altamurano decide che piazza Duomo deve essere un parcheggio serale lo farà. Se un automobilista (altamurano) deve esibire la sua Suv per il corso, a dispetto dei passeggianti, lo farà. Se un altamurano decide che dietro il tentativo di migliorare un luogo fatiscente ci sono imbrogli o losche relazioni farà di tutto per ritrovare in quel luogo una identità quasi del tutto smarrita e lottare con tutti i mezzi per conservarla. Anche se oggi quell'identità è indegnamente rappresentata da un piazzale di asfalto repellente ad ogni forma di aggregazione sociale, da fatiscenti bagni pubblici e da un lugubre e “latrinoso” mercato del pesce. L'unica vera traccia di "luogo sociale" è rappresentata dal mercato ortofrutticolo che , per le ultime ore mattutine, riempie di colori e odori questo luogo prima che cali il grigio sipario pomeridiano. Fino a sera rimane un anonimo slargo, deserto e plumbeo come la sua pavimentazione in attesa di vivacizzarsi con la consueta processione di macchine, alla quale sovente partecipo (peraltro con una buona percentuale di insuccesso) , che tenta di occupare tutti gli anfratti offerti dalla generosa piazza castello. Poi finalmente cala la notte. Solo allora torna ad essere (o diventa?) una piazza come tutte le altre.
La nostra Piazza (Matteotti)Castello.
Io sono uno di quelli che non mi sono mai posto il problema di ciò che quella piazza potesse diventare. Ho sempre pensato che potesse e dovesse rimanere ciò che è, un mercato al mattino, un utile incentivo alla mia" pigrizia podistica" serale, e di tanto in tanto uno spazio utile a qualche concerto estivo. Non ho mai trovato altro che potesse farmi fruire e quindi amare particolarmente quel luogo.
Piuttosto amo immaginare, come la stragrande maggioranza dei miei concittadini, una città diversa. Come molti sono affetto dalla sindrome del'erba del vicino. Gli altri paesi sono più belli, hanno più piazze e quando mi è possibile preferisco uscire e farmi una passeggiata in quel di Giovinazzo, Matera o, chessò, Polignano...
Invece, all'improvviso, una parte della città riscopre un legame con questo luogo, forse smarrito nella consuetudine quotidiana, e scende "in piazza" opponendosi ad una proposta di riqualificazione con un progetto a partecipazione privata che prevede parcheggi sotterranei,offerti per un terzo alla collettività.
Chi si oppone è un coro di pensieri piuttosto vivace e variegato. Chi è avverso perchè vorrebbe che quei parcheggi fossero tutti per il pubblico, chi i parcheggi non li vuole affatto, chi cerca di preservare la funzione ortofrutticola, chi teme che il progetto possa fagocitare eventuali resti del castello, chi in fondo vorrebbe che la piazza rimanesse quella che è.
Politici, ambientalisti, commercianti, studiosi locali, liberi cittadini, tecnici, ognuno con la sua motivazione, riscopre il proprio affetto, forse mai dichiarato e dimostrato, per un luogo proprio allorquando si fa strada la possibilità di recuperarlo dal suo degrado.
Bene, sto facendo un grande sforzo nel rimanere obiettivo e spero di non cadere proprio alla fine.
Quello che mi sorprende è vedere come gli oppositori siano accomunati dal fine ultimo, l'annientamento del progetto, esprimendo ragioni tra loro curiosamente diverse. Almeno questo è ciò che emerso nella tristissima e per certi versi squallida discussione maturata all'interno della conferenza di ieri sera.
C'era chi vorrebbe l'intero intervento ma come appannaggio esclusivo della collettività. Chi non lo vorrebbe affatto... insomma non ripeterò le cose dette sopra.
Solo che mi inquieta una certa prospettiva. In pratica, nessuno pare accontentarsi e solo una minimissima parte mostra una qualche volontà di aggiustare il tiro.
E' sconsolante percepire che in linea di massima nessuno intende approfittare del momento, del fatto che qualcosa inizi a muoversi per manifestare con i fatti quell'amore tanto dichiarato per la nostra città.
Mi sarei aspettato consigli, suggerimenti per correggere e massimizzare l'intervento ,invece si è consumato un massacro verbale nei confronti dei progettisti.
Se si esclude il breve ma illuminante intervento dell' autorevole Prof. Dino Borri, nei dotti relatori e negli intellettuali locali, non ho intravisto alcun ardore costruttivo. Sconcertante, per certi versi, l'intervento di una (austera) professoressa universitaria che in qualche passaggio addirittura auspica la conservazione degli attuali e non certo antichi bagni pubblici, (non ci sono riuscito, ho perso la mia obiettivita, mi dispiace).
Ma tra tutte le mie paure, quella più grande e che non mi ha fatto dormire stanotte, è la certezza che semmai dovesse nascere una controproposta da chi al momento si oppone al progetto, troverebbe un baluardo anche in coloro che attualmente risultano essere loro alleati.
Chi vuole i parcheggi tutti pubblici troverebbe opposizione in chi non vuole le macchine nel centro storico, chi vuole solo la piazzza pedonale troverebbe detrattori nei residenti o nei commercianti.
Morale: ognuno manifesta più che un amore per il luogo, l' amore per i propri interessi, anche quando questi sembrano nascosti dietro nobili "principi" e che, alla fine della fiera, in ogni caso, non se ne verrebbe a capo in nessun modo e continueremmo a lamentarci perpetuamente dello status quo senza fare nulla!
Mi viene in mente il film "L'angelo sterminatore" di Bunuel, di cui non vi sto a raccontare la trama. Magari ve lo vedete.
Un'ultimissima cosa.
Al termine della conferenza, ho dovuto raggiungere la mia macchina e, scendendo per corso Federico, ho ovviamente attraversato la bellissima piazza Duomo che, come al solito , era piena di.....macchine. Sob, ho pensato, ecco, questo è ciò che mi merito!
Morale: ognuno manifesta più che un amore per il luogo, l' amore per i propri interessi, anche quando questi sembrano nascosti dietro nobili "principi" e che, alla fine della fiera, in ogni caso, non se ne verrebbe a capo in nessun modo e continueremmo a lamentarci perpetuamente dello status quo senza fare nulla!
Mi viene in mente il film "L'angelo sterminatore" di Bunuel, di cui non vi sto a raccontare la trama. Magari ve lo vedete.
Un'ultimissima cosa.
Al termine della conferenza, ho dovuto raggiungere la mia macchina e, scendendo per corso Federico, ho ovviamente attraversato la bellissima piazza Duomo che, come al solito , era piena di.....macchine. Sob, ho pensato, ecco, questo è ciò che mi merito!
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